Mercredi 3 mars

Une réflexion qui part du cœur de l’'Arsenal de la Paix – monastère dans la ville - adressée par Ernesto Olivero, fondateur du Sermig, au cœur de ceux qui s’inspirent à la spiritualité de la Fraternité de l’Espérance. Pour chercher à vivre la Présence de Dieu dans les événements que nous rencontrons chaque jour, toujours sous le signe de l’espérance.

Le style est celui d’une famille, qui souhaite s’ouvrir aussi à ceux qui se connectent au site. Comme il arrive quand la famille se réunit, les questions sont affrontées dans un langage simple, tendre ; parfois c’est la souffrance qui apparaît, parfois la joie, parfois l’ironie, mais toujours pour regarder dans le haut.


Phrase à méditer pendant la journée : La luce che annulla il buio

Règle du jour


Arsenali

«Forgeranno le loro spade in vomeri…
non si eserciteranno più
nell'arte della guerra».
La Provvidenza ci ha permesso
di trasformare
un Arsenale di guerra
in una casa a servizio della pace.
In ogni parte del mondo
dove il Signore ci invia,
le nostre case assomigliano
alla prima fondata a Torino.
Sono luoghi ristrutturati
con il lavoro di tanti,
accoglienti ma sobri,
curati ed abbelliti da opere d’arte
per offrire a tutti, anche ai più miseri,
la possibilità di venire a contatto
con ciò che è bello.
Sono «monasteri» nelle città,
luoghi di fraternità e di ricerca di Dio,
punti di ristoro come gli antichi monasteri.
Sono abitazione
delle sorelle e dei fratelli
che hanno scelto la vita comune;
luoghi dove essi vivono
la presenza del loro Signore
ventiquattro ore su ventiquattro,
disponibili ad accogliere chiunque,
in qualsiasi ora del giorno o della notte.
Vi trovano posto le carità
più urgenti e necessarie,
ma soprattutto sono aperti all'incontro
con chiunque voglia ricercare
il senso della sua vita.
Sono in particolare case per i giovani,
gli uomini e le donne di domani,
che più di tutti portano le ferite
delle povertà del nostro tempo.
Avremo anche eremi di silenzio
in luoghi appartati,
collegati con gli Arsenali nelle città,
aperti a quanti vorranno vivere
periodi di solitudine.

«Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra» (Is 2,4).


Commento di Rosanna Tabasso







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